La storia di Campari: dalla bottega in Galleria al bitter simbolo di Milano
Cultura · 6 min di lettura
Il colore rosso rubino di un bicchiere di Campari è probabilmente l'immagine più riconoscibile dell'aperitivo italiano nel mondo. Ma prima di essere un'icona pubblicitaria e un brand globale, il Campari è stato per decenni un prodotto legato a un solo indirizzo di Milano — e alla storia di una famiglia che ha fatto della città la propria casa.
Gaspare Campari e la bottega nel Coperto dei Figini
Gaspare Campari nasce nel 1828 e già negli anni '40 dell'Ottocento vende in giro per l'Italia un aperitivo in stile bitter, all'epoca chiamato "Bitter all'uso d'Holanda". Nel 1860 mette a punto la ricetta che porterà il suo nome — più di 60 ingredienti naturali tra erbe, spezie, cortecce e bucce d'agrumi, infusi in acqua e alcol, con una formula che resta segreta ancora oggi. Nel 1862 si trasferisce a Milano e apre il Caffè Campari all'interno del Coperto dei Figini, un edificio con negozi e locali che sorgeva proprio dove oggi si trova l'ingresso della Galleria Vittorio Emanuele II — l'edificio venne abbattuto solo quattro anni dopo, nel 1866, per fare spazio alla costruzione della Galleria stessa.
Da Gaspare a Davide: il salto industriale
Gaspare Campari muore nel 1882, lasciando l'attività al figlio Davide, che dà una svolta decisamente industriale al marchio di famiglia: nel 1904 apre lo stabilimento di Sesto San Giovanni, concentrando la produzione su due prodotti principali, il Bitter e il Cordial. È l'inizio della trasformazione da bottega artigianale a azienda che, nel corso del Novecento, farà del Campari uno dei simboli del bere italiano riconosciuti in tutto il mondo, con una identità visiva — dal rosso della bottiglia ai manifesti pubblicitari — che resta tra le più iconiche della storia del design italiano.
Il bitter oggi: come si beve e dove
Il Campari si presta a diverse letture: da solo con ghiaccio e soda (il "Campari Soda", altra icona a sé, nato nella bottiglietta monodose disegnata da Fortunato Depero nel 1932), come base del Negroni e dell'Americano, o nel Garibaldi con succo d'arancia. È presente nella carta della quasi totalità dei bar milanesi, ma alcuni locali nel cuore della città — a due passi da dove tutto è cominciato, tra Duomo e Galleria — offrono un'esperienza che restituisce bene il legame storico tra il marchio e la città che lo ha visto nascere.
Dove bere un buon Campari nel cuore di Milano
- Bulgari Hotel Milano Bar (zona Duomo · Brera) — bar d'hotel di alta gamma a pochi passi dalla Galleria dove tutto è cominciato, carta cocktail curata attorno ai grandi classici italiani.
- Armani/Bamboo Bar (zona Duomo · Brera) — terrazza rooftop in via Manzoni, nel cuore del quadrilatero della moda, aperitivo con vista sul centro storico.
- Ciciarà (zona Duomo · Brera) — trattoria contemporanea con cocktail bar a pochi passi dal Duomo, proposta enologica e mixology curate.
- Il Panino del Laghetto (zona Duomo · Brera) — locale di quartiere dietro l'Università Statale, la versione più easy e accessibile dell'aperitivo in centro.
Vuoi scoprire tutti i bar della guida nel cuore storico di Milano, zona Duomo · Brera? Sono nella pagina della zona dedicata.
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